Berlusconi all'attacco della finanziaria. In mutande.

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La home del sito salta le ciance del 'chi siamo' e 'links' e 'scrivimi' e balza intrepida come attraverso il cerchio di fuoco sull'imperativo massimo: "TUTTI A ROMA CON SILVIO!", tuttomaiuscolo, anzi tuttomuscolo come si addice ai momenti della storia che non concedono repliche: o adesso o mai più.
Embé, sì, bisogna farlo capire a questi tangheri che governano con i brogli che il popolo di destra ha le tasche piene e non ha nessuna intenzione di svuotarle nemmeno di un euro.
Nessuno può mancare quando la casa chiama - pardon, la causa... - e tanto per non concedere al nemico l'idea che qualcuno si sottragga al dovere il comitato organizzatore ha pensato bene anche di comprare un po' di bandiere dell'Udc, che fa la ritrosa e non vuol partecipare, da far sventolare per conto terzi in favore di telecamere.
Quando vedrà il successo della marcia, Casini ringrazierà.
Ma questo è niente...
C'è un salto di qualità che confina nella preistoria le marce di cui abbiamo memoria noi.
Ricordi di partenze nella notte, su pullman assassini, sgangherati e prodighi di spifferi; la prima sosta a Barberino per un caffè e un orinatoio a parete; i panini smorti con dentro la frittata; una bottiglia di bardolino; il pacchetto di ms ciancicato nella tasca del giaccone. E quelli in fondo - i duri - che intonano l'internazionale, ma poi finisce tutti a squarciagola "coca cola coca-casa-e-chiesa, scuola con tutte quelle tutte quelle bollicine,,,". E l'arrivo in un'alba livida, forse piove, macché c'è il sol dell'avvenire, abbi fede. E pioveva, regolare.

Scordarselo: adesso non va più così e questi sanno come si fa.
Non si va più alle marce ognunocomeglipare. Tutto è studiato a tavolino: le bandiere, gli striscioni, le parole da dire e anche i mancamenti.
A Roma non si va con le mani in mano, come i pitocchi; ci vuole il gadget.
Ed eccoli qui, pronti alla bisogna.
Se clicchi su "oggetti utili e di qualità" (per la manifestazione, si capisce) finisci dritto in un bengodi di oggetti che solo a vederli ti fanno gonfiare il petto per l'orgoglio. Altro che fazzoletti rossi al collo e cappellini di carta, qui si va sul fino.
L'impatto è di effetto: una bella t-shirt Classic Value-T non chiede che di essere indossata e volendo (i modelli sono più di uno) si può scegliere quella col ritratto del leone della libertà, Silvio (e chi se no?). E sono 13 euro cadauna.
Sul tessuto lasciato libero dallo spot si può infilare una bella spilla da 32 millimetri, sempre col faccione. Euro 8.50.
E dato che il governo è ladro, il rischio di piovaschi non è remoto. E chi se ne frega? L'organizzazione ha pensato anche a questo: 16 euro per un elegante ombrello pratico e tascabile e il rovescio ti fa un baffo.
Se poi uno non volesse farsi mancare nulla può acquistare l'orologio da parete (complicato da portare in corteo, 22 euro, ma per l'idea si fa questo ed altro), la maglietta Hanes a maniche lunghe (18), e il cappellino Beechfield B58 (15 euro), un tappetino per il mouse (11) e uha tazza in ceramica (solo 15). Insomma, chi volesse testimoniare la sua totale dedizione alla causa e ai gadget potrebbe portarsi via tutti e 27 gli articoli nelle varie versioni sborsando la modica sommetta di complessivi 386 euro e 50 centesimi, oltre 3,50 di spese consegna.
Un affare.
Ma il pezzo pregiato, quello che dà il tono della protesta con un leggero riferimento ironico, è rappresentato da un paio di mutande (Boxer by Cito. Taglio comodo, look sexy. Doppia linea al centro) che per 16 euro regala la commovente e stoica certezza di farsi emblema marciante di gente povera e indigente ridotta in mutande.
Il popolo di Berlusconi.

Per fare shopping...

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