
Gentile signora Veronica,
non avrei mai immaginato di dover un giorno indirizzarle una missiva, figuriamoci poi su un argomento così delicato quale quello da lei sollevato oggi sulla stampa.
Finora mi ero limitato, di tanto in tanto, a inviarLe silenziosi pensieri di solidarietà suscitati dalla Sua innegabile capacità di sopportazione, sublime e quasi eroica, sebbene mitigata dagli agi e le comodità della condizione.
E invece oggi mi ritrovo coinvolto nel Suo scoramento, con la Sua lettera che ha soppiantato sul giornale acquistato stamane le logore e monotone notizie di eccidi disseminati per il pianeta o le quotidiane cronache di distrazioni governative (nel senso sia di svagatezza che di sottrazione di già precarie sostanze).
Non so che dirLe: ho la massima considerazione per il Suo coraggio nel mettere in piazza una condizione che si intuisce ormai insopportabile. D'altra parte la stessa cosa è successa a me e una buona metà degli italiani; Le dò però atto che Lei, mancando dei privilegi di cui noi ancora godiamo, non può valersi di libere elezioni e mandare il consorte in minoranza, magari per una manciata di voti.
Io non so se prima di dare avvio alla Sua vita di coppia abbia consultato gli astri o qualcos'altro per trarne auspici e indicazioni, ma sicuramente è stata sfortunata nel darsi quel nome d'arte che è sì bello, sonoro, evocativo, facile da ricordare, ma che opportunamente anagrammato avrebbe svelato - ahimé! - scenari funesti e terribili sul suo futuro coniugale.
Averlo immaginato, mi sarei preoccupato di stilarLe un elenco completo delle svariate combinazioni che il suo nome offre.
Non ci crede? Non le sembra possibile che poteva bastare una chiacchierata se non con me (capisco le distanze) con Bartezzaghi o Dossena o il professor Beccaria per muoversi guardinga e avvertita verso il suo futuro? Vuoe proprio che Le faccia qualche esempio?
Si è giustamente offesa per una frase improvvida e offensiva di Silvio e ho il sospetto che non sia la prima. Ma lo conosciamo, lui è così: sempre sopra le righe, cerca la battuta a effetto per conquistare l'uditorio a tutti i costi e spesso (sempre, direi) finisce col tracimare. In parole volgari ma obiettivamente efficaci di uno così si usa dire che piscia fuori dal boccale; senza ricorrere al trivio, possiamo farci soccorrere dal suo nome e conferirgli il soprannome di "cavalier orino".
Giustamente Lei "ieri roncolava" il consorte per le sue frasi malaccorte e irrispettose profferite mentre il "reo incaloriva" ai sospiri di qualche sgallettata partorita dalle sue trasmissioni.
Eppure, signora benedetta, Lei lo sapeva da sempre di aver sposato un "caro velinario", probabilmente attratto dal sogno presidenziale solo perché pensava che le veline che gli avrebbero passato i suoi funzionari fossero delle coscelunghe e non degli appunti di lavoro, insomma dei pizzini.
Adesso attende le sue dovute scuse. Vedrà che arriveranno, magari confezionate in una risentita dichiarazione sui giornalisti che hanno travisato le sue parole e accompagnate dal regolamentare mazzo di sessanta rose via interflora. Dopo di che Lei cosa farà? gli chiederà: "violerai ancor"?
Capiamo il Suo sfogo, però mi consenta: lo sappiamo tutti (e a Lei non può essere sfuggito) che l'unto marito incyespica non appena gli si offre allo sguardo uno scorcio di tetta o uno spacco di coscia.
Però non si disperi: per male che vada - e se proprio non ne può più - Lei può sempre divorziare, con adeguata e meritata buonuscita. Noi invece bisogna che ci rassegniamo a sopportare questo "ciarliero vano" chissà ancora per quanto.
Con molta stima e comprensione.
GF
PS: Un esame più approfondito del responso anagrammatico Le lascia qualche possibilità: la speranza di una patologia impeditiva (erniario calvo), oppure - a mali estremi, estremi rimedi - "inviarlo Corea".
Così i coreani s'incazzano e poi ci pensa Bush.
Accarezzati dall'ingannevole tepore che li circondava, i simpatici animaloni di peluche sono usciti allo scoperto, svegliandosi anzitempo dal lungo letargo. Non appena fuori dalla tana, si sono resi conto che il clima non era ancora favorevole, ma prima di rientrare nella tana sono stati impallinati da Diliberto, appostato dietro ad un cespuglio.
VAL BATOSTA - Da decenni aspettavano che anche per loro tornasse l'agognata primavera. Tutti gli esemplari delle piccola comunità italiana della rara specie di Ursus Riformatorus, si erano da tempo ritirati in letargo sulle montagne per non dover scendere a patti con la sinistra massimalista.
Nelle settimane scorse, complice l'anomalo clima primaverile che si era diffuso nel paese grazie alle ventilate tiepide liberalizzazioni portate dall'anticiclone Bersani, i simpatici orsi buontemponi avevano deciso di uscire dal loro decennale letargo, per tornare ad assaporare la gioia di una nuova stagione di riforme. Radunatisi festosi intorno ad una quercia su un prato irto di margherite, hanno passato alcune notti ballando cantando e facendo tavoli programmatici fra loro.
Neanche l'avvicinarsi della bufera aveva potuto spaventarli, finchè non si erano resi conto che la quercia sotto la quale si erano rifugiati era in realtà di plastica, e le margherite del prato erano piantine finte Ikea.
Forti della loro indole pacioccona e ottimista, si erano quietamente avviati verso la loro vecchia grotta, quando la tempesta li ha travolti.
Confusi e dispersi in un paese che improvvisamente non riconoscevano più, sono stati infine impallinati ad uno ad uno da Oliviero Diliberto, che li aspettava da tempo al varco.
Brno - Grande ritorno di Lapo Elkann nell’imprenditoria italiana! Dopo le famose vicende di più di un anno fa di cui è inutile parlare (vi piacerebbe spettegolare? Maliziose comari!), il nipote del mai dimenticato Avvocato con la r scivolosa e l’orologio sul polsino, si lancia nella moda, sicuro di sfondare, e presenta il suo primo paio di occhiali. Pronta comunque tutta una linea di articoli: “Ma anche due punti e un punto e virgola!”, ha esclamato.
Gli stilisti tremano per l’effetto dirompente che può avere la concorrenza dei suoi prodotti. Per ora ha presentato solamente degli occhiali, la cui lavorazione dura 7 giorni; i metereologi però sono un po’ scettici sul possibile successo: “Con il tempo instabile che c’è in Italia da quando li ordini a quando te li consegnano puoi passare dal sole alla neve, dal bel tempo alla tempesta”, sembra aver affermato un esperto di previsioni meteo. All’ufficio marketing molti hanno puntato le mani sugli zebedei…
Altri esperti, nel campo della moda, sono convinti del suo successo: “Lapo sfonderà una porta aperta con tutti i suoi prodotti, vedrete! L’importante è che non prenda molta rincorsa perchè la porta è aperta e la stanza è piccola…”.
Massima segretezza sui suoi prodotti, ma è certo che il punto cardine sarà quello della qualità e dello stile, che già si è visto con le felpe Fiat: pensate che sono carine e per di più tengono caldo! Quel poco che si sa sui nuovi prodotti, ancora in fase di studio, materiali innovativi: da indiscrezioni si stanno preparando dei calzini common rail con ESP per poter correre anche senza scarpe, la riedizione delle scarpe da ginnastica che si illuminano quando si cammina (tipo quelle di quando eravamo piccoli, ricordate?), ma questa volta con luci a led, anabbaglianti e 4 frecce, per essere ben visibili in caso ci si fermi per emergenze o per fare pipì per strada prima di andare a qualche party trendy, cappellini con spoiler posteriore regolabile, e altro ancora.
Le idee ci sono, a breve saranno pronti nuovi prototipi, finalmente grazie a questi prodotti anche un cassintegrato potrà vestirsi da figo e sentirsi più vicino a Lapo!
Allargamento della base militare americana a Vicenza: Prodi aveva proposto un’alternativa a Bush: ‘Non state a muovervi. Veniamo noi’. Ma poi Bush ha detto di no all’idea di una caserma degli alpini nel Wyoming. Ovviamente l’accordo Italia-Usa si basa sulla reciprocità: infatti i soldati americani potranno ampliare la loro base a Vicenza ma anche i soldati italiani, in cambio, potranno ampliare le loro basi in Afghanistan.
Presentato il piano di rilancio dell’Iraq: Bush ha detto che invierà nuove truppe. Il rilancio dell’Iraq consiste nel fatto che le manderà tutte a Vicenza.
Bush infatti vuole ampliare la base militare di Vicenza. Non solo ha infatti scoperto dei posti ottimi per ampliare la base. Ma anche che tutti i proprietari di quelle pompe di benzina sono cugini di Saddam Hussein.
Alla richiesta americana di ampliamento a Vicenza Romano Prodi ha detto sì. Prima di dire sì, però Prodi aveva proposto un’alternativa a Bush: 'Non state a muovervi. Veniamo noi'. Ma Bush ha detto di no all’idea di una caserma degli alpini nel Wyoming.
Come alternative, inoltre, il Governo italiano aveva proposto altre zone in cui costruire nuove basi. D’Alema per esempio pensava al Kosovo ma poi non l’ha proposto. Aveva paura di inimicarsi l’elettorato dell’Unione kosovaro.
Qualcun altro nel Governo, invece, aveva proposto uno spostamento della base a Napoli. Ma alla parola “Napoli”, esperti del pentagono hanno detto: “E quel monolocale che avevamo comprato in Vietnam?”.
Altri avevano proposto Roma ma ciò avrebbe creato problemi. Sul territorio romano, infatti, c’è già una base di proprietà del Vaticano.
Ovviamente l’accordo Italia-Usa si basa sulla reciprocità: infatti i soldati americani potranno ampliare la loro base a Vicenza ma anche i soldati italiani potranno ampliare la loro base in Afghanistan.
Tra i vantaggi ottenuti, inoltre, dopo aver detto sì, Romano Prodi potrà passare una settimana alla Casa Bianca con la famiglia Bush. Anche se Prodi non è entusiasta “Uffa! Io avevo chiesto di passare una settimana con gli Osbourne!”
Infatti pare che presto Bush inviterà Prodi alla Casa Bianca. Questo segna una certa discontinuità con la politica estera precedente. Infatti se prima mandavano negli Usa un Presidente del Consiglio che non sapeva l’inglese, adesso ne mandiamo uno che l’inglese lo borbotta benissimo.
(I segnali che Prodi sta per essere invitato alla Casa Bianca? Ieri l’ambasciatore americano si è avvicinato a Prodi dicendo “Lo sa che lo chef della Casa Bianca non sa fare le lasagne?”)
L’ampliamento della base americana a Vicenza era necessario. Per carenza di spazio nell’attuale base gli americani hanno dovuto persino costruire un fast food accanto al deposito bombe. E adesso, per gli addetti al deposito bombe, si teme la contaminazione da colesterolo impoverito.
Non parliamo poi della situazione attorno alla base militare. A Vicenza, infatti, ci sono ancora vaste zone non controllate, lasciate in balia di tribù di vicentini.
Per prendere la decisione Prodi ha sentito prima D’Alema e poi Parisi. D’Alema era favorevole all’estensione della base americana a Vicenza. Parisi, invece, era favorevole a un ridimensionamento di Vicenza a favore della base.
Anche Mastella ci teneva all’allargamento della base americana a Vicenza. Anche se prima si è informato. Infatti ha chiesto ai suoi collaboratori: “Quanto è distante Vicenza da Benevento?”
La decisione è stata presa da Prodi per via degli impegni presi dal precedente governo Berlusconi. Prodi infatti nel suo ufficio ha trovato un contratto in cui Berlusconi vendeva Vicenza a Bush.
Berlusconi però ha negato tutto: “Vendere Vicenza a Bush?!?!? Vogliamo scherzare?!?!? Ma se gliel’ho regalata per Natale!”
Sealand – Sciopero dei topi negli ospedali italiani: ”Qui bisogna intervenire, o noi o loro! Non è possibile scorazzare per le corsie degli ospedali e trovare dei pazienti da curare! Negli ospedali? Robe da matti!” , dichiara una pantegana gigante con le valige, “Me ne vado, questa è inciviltà!”.
L’Italia declassata di dieci posti nella classifica mondiale: Ogni 5 ratti un malato, anche in questo non riusciamo a essere i migliori.
E mentre continua l’incessante protesta dei roditori (‘Più corsie per tutti!’, ‘Con Speedy Gonzales tutto sarebbe diverso!’, tra i cartelli di protesta), il Ministro della Sanità tenta di correre ai ripari con armi non convenzionali.
Pronta la risposta del Ministero della Sanità per combattere la piaga: ingaggiato il Pifferaio magico; unico problema: a causa di mancanza di fondi dovrà utilizzare un banale flauto in plastica, tanto bastaunpocodizucchereoelapillolavagiùlapillolavagiù. Ma c’è ottimismo! Il Mago Otelma, in mediatazione mediatica, invocando i poteri di Mary Poppins e David Copperfield, ha previsto che per il 2010 ce la farà, a meno che prima di quella data l’Unione Europea non vengano tassate le quote pifferi per coloro che esercitano la professione di pifferai magici.
Ma non sarà l’unico a combattere i topastri: anche i Gatti di Vicolo Miracoli potrebbero riunirsi per l’occasione, con Jerry Calà pronto a inseguire i piccoli roditori urlandoli dietro il mitico “Ccappitooo?!?!?!”.
In caso i soldi della Finanziaria bastino, e la provvidenza manzoniana ci assista, pronti anche ad ingaggiare il gatto di Tom & Jerry, anche se un dubbio amletico permane sulla decisione: dei due chi sarà realmente il gatto, Tom o Jerry?
Inchiesta dell’Espresso: al Policnico una situazione oscena: sporcizia, cicche di sigarette e escrementi. E, come se non bastasse, i pazienti ammucchiati in reparti misti, invece che negli appositi cassonetti differenziati. Trovato anche un frigorifero pieno di virus aperto a tutti. Il direttore del Policnico ha però subito tranquillizzato l’opinione pubblica: ‘Non erano virus scaduti’
Emergenza sanità dopo l’inchiesta dell’Espresso: un giornalista, Fabrizio Gatti, è riuscito ad entrare per un mese all’interno del Policnico di Roma travestito da uomo delle pulizie. Nessuno all’interno dell’ospedale lo ha mai fermato: dopotutto il Policnico è pieno di uomini delle pulizie! E sono i pazienti di neurologia più gravi: quelli meno gravi credono invece di essere Gesù.
(Il più caso più grave comunque rimane un primario che crede di essere un primario)
All’inizio il giornalista voleva entrare nel Policnico travestendosi da paziente, ma poi ci ha rinunciato. Era in fondo alla lista di attesa. Davanti a lui aveva casi di travestimenti molto più urgenti.
E dire che si era scelto un travestimento molto grave: come paziente si voleva fingere edicolante a cui erano cascati addosso tutti gli allegati della settimana de L’Espresso.
Ogni anno, infatti, migliaia di edicolanti finiscono in ospedale per lesioni da allegato. E’ per questo che adesso L’Espresso allega l’enciclopedia medica. Così, se all’edicolante gli casca per sbaglio un fascicolo su un piede, poi può farsi il gesso da solo.
O può comunque aspettare l’uscita di “Costruisci il tuo ricovero in ospedale”. E’ una collana dedicata agli amanti del “fai da te”: col primo numero c’è il letto, con il secondo il comodino, con il terzo un virus. Non appena hai finito di costruire i primi due, poi devi attaccarti anche l’infezione da solo.
Gatti al Policnico ha fotografato una situazione oscena: sporcizia, cicche di sigarette e escrementi. E, come se non bastasse, i pazienti ammucchiati in reparti misti, invece che negli appositi cassonetti differenziati.
E’ emergenza rifiuti al Policnico. Oggi un paziente in fin di vita, quando ha saputo che lo stavano portando al Policnico, ha scritto una lettera a Napolitano contro l’accanimento terapeutico. Voleva essere portato direttamente all’inceneritore.
Nel video girato da Gatti all’interno dell’ospedale si vedono anche infermieri che fumano in barba ai divieti. E pazienti che escono dalla loro stanza per fare la pausa ossigeno.
Ieri al Policnico un uomo si è svegliato dal coma. Entusiasmo nell’equipe degli infermieri. Poi si sono accorti che nemmeno lui aveva da accendere.
Il direttore del Policnico, davanti all’inchiesta, ha detto: ‘Sì, in quelle zone c’è un pò zozzo: ma sono solo le segrete. Guardate il resto: nel fossato, ogni giorno, viene cambiata l’acqua ai coccodrilli’.
Parte della struttura del Policnico è però “intoccabile” perché c’è sopra il vincolo storico artistico dei beni culturali. C’è una macchina per radiografie risalente agli etruschi: ti mettono sul terrazzo, durante i temporali, e il dottore ti guarda mentre vieni beccato da un fulmine.
All’interno del Policnico Gatti ha trovato anche un frigorifero pieno di virus, aperto a tutti. Il direttore del Policnico ha però subito tranquillizzato l’opinione pubblica: ‘Non erano virus scaduti’.
Il frigorifero pieno di virus è un duro colpo per l’immagine dell’ospedale. Chiunque nell’ospedale poteva prenderseli gratuitamente, evitando di acquistarli come tutti al distributore automatico.
E’ infatti emergenza infezioni negli ospedali: molti medici non si laverebbero le mani prima di operare. Alcuni, invece, hanno almeno la buona abitudine di fare ingoiare una Palmolive al paziente, prima dell’operazione.
Immediata la reazione del Ministro Livia Turco che ha ordinato indagini in tutta Italia.I carabinieri del Nas stanno facendo degli accertamenti su ogni cartella clinica dei sacchi della spazzatura. Secondo i Nas, infatti, numerosi sacchi potrebbero contenere spazzatura vera e non pazienti in preda a una crisi dovuta a mancanza di autostima.
Sui virus invece, oggi i carabinieri hanno arrestato una fonte certa di infezione. Il paziente è stato arrestato e i Nas hanno messo i sigilli al suo naso. “Potrebbe starnutire ancora” è stat la motivazione dei carabinieri.
Ultime: annunciati nuovi tagli alla sanità: i pazienti del Policlinico costretti a portarsi la spazzatura da casa.