A mezzanotte va la ronda del potere

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A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell'oscurità
ognuno vuol godere...

Non sarà più così e i godimenti non saranno quelli cantati nel 1928 da Bixio e Cherubini. Non ci saranno capinere in cerca di baci di passion, ma volenterosi cittadini a caccia di presunti stupratori e possibili violenti.
Utilizzando le teorie di Lombroso, si suppone.
Per i fondi necessari, malgrado la crisi, non c'è problema: magari si utilizzeranno i soldi destinati alla benzina per le auto delle forze dell'ordine.
Il ministro Maroni (quello cattivo) dice che già esistono e quindi ne va preso atto (anche la mafia o la camorra, per dire. E infatti...).
Ogni partito avrà le sue, poiché la sicurezza è l'obiettivo primario e i cittadini hanno il diritto di coltivare la secolare vocazione a una divisa (o almeno una pettorina).

Prepariamoci allora al fiorire di ronde leghiste variamente ispirate a durezze padane e proclami gentilineschi (ultimamente ha invitato gli adepti a trombare di più per rimpolpare la demografia verde).
Ci saranno convention e meetings per selezionare gli azzurri aspiranti all'ordine popolare, con una task force di avvocati, guidata da Ghedini, per il controllo dei magistrati.
I democratici, da indiscrezioni raccolte nelle ultime ore, hanno in animo di costituire pattuglie non inferiori ai cento componenti, in modo da fronteggiare senza danno le prevedibili scissioni in arrivo.
I teo-dem hanno già preannunciato la costituzione di propri drappelli, formati previo corso tenuto dalle guardie svizzere, particolarmente specializzati nel contrasto della fornicazione e dei palpeggiamenti, sia stradali che domiciliari. Drappelli specializzati, assistiti da Povia e alcuni confessori, si dedicheranno espressamente ai portatori insani di omosessualità, distribuendo alla bisogna farmaci e penitenze varie per la guarigione dal disturbo.
Il massimo riserbo circonda invece gli orientamenti dell'Italia dei Valori, ma si dà per certo che Di Pietro sarà a capo di ogni drappello godendo di un non meglio chiarito dono dell'ubiquità (o, meglio, dell'ubicazione, come direbbe lui).
Non sono chiariti i dubbi se le ronde potranno essere formate anche dai partiti che non hanno superato il 4%; nel dubbio verdi, comunisti, rifondatori e popolo sparso stanno comunque organizzando le ronde arcobaleno che, non godendo di fondi pubblici, limiteranno le proprie uscite alle serate con temporali.
Fini, che in una botta sola rappresenta la maggioranza, le istituzioni e l'opposizione, è l'unico a non dirsi favorevole e starebbe approntando manipoli antironde. Non avendo più seguito, cerca di convincere i dipendenti di Montecitorio a fare gli straordinari.
Sui nomi la fantasia galoppa: al primordiale e militaresco "ronda" si sono aggiunti via via "assistenti civici" o "civili" (forse dipende dal grado di familiarità col galateo), "osservatori" (con le possibili esilaranti implicazioni di un osservatore che osserva un guardone nella notte), "segnalatori", "affiancatori" e via facendosi giustizia da sé.
Si apprezza chi voglia contribuire con definizioni più appropriate.
E tra poco (ma forse già stasera) qualcuno emerso dal nulla ci urlerà: "Documenti e tessera di partito. Tenga le mani in alto e stia zitto".
E chi parla.

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