Terrorismo
Kamikaze si fa esplodere in aperta campagna per la frustrazione
Fallita una serie di attentati in centro Italia
"In Italia non si riesce a fare un attentato decente" si lamentano i Mujaheddin
Hased Al Masri, 26 anni, studente fuori corso di scienze della comunicazione a La Sapienza, e Jack O'Hirkuk, pizza-express a Civitavecchia, cercavano nel Corano un senso all'esistenza che le uscite fuori porta a base di birra e hamburger non potevano loro dare. Contattati da Al Qaeda-Italia (TM) verso la fine del 2004, hanno intrapreso la strada del terrorismo islamico in gennaio: grazie alla fitta rete creata nei retrobottega delle Kebabberie sono diventati in breve tempo esperti di armi ed esplosivi.
Il 21 luglio alle ore 9.31 sono saliti sul treno che li doveva condurre nella capitale, con destinazione Roma. Gli investigatori stanno cercando di scoprire eventuali analogie con gli attentati di Londra e di capire quale fosse la destinazione dei due giovani. Il Vaticano? La Fontana di Trevi? O il Bar "Il Testaccio", di Eristo Furlan, colpevole di aver cacciato Hased a malo modo una sera di ottobre con queste parole razziste: "voialtri musulmani no gavi da bever la birra, che dopo non si boni de tegnerla!".
Alle 18.31 i due ragazzi, grazie ai disservizi delle FS, erano ancora fermi a Cerveteri, in una carrozza ridotta a una fornace per i guasti all'impianto di condizionamento. Mentre i passeggeri svenivano, Jack sarebbe sceso sui binari per fumarsi una sigaretta e qui sarebbe avvenuta la tremenda esplosione, la cui unica vittima è stato proprio Jack.
La Digos sta cercando di capire se l'innesco sia avvenuto per il caldo, a causa dell'accendino di O'Hirkuk o per la frustrazione dovuta a 9 ore di sosta nei pressi di Santa Marinella. Le parole di Al Masri, subito interrogato ("nemmeno degli attentati decenti si possono fare in questo -beep- di paese") confermerebbero quest'ultima ipotesi.
Hased è stato rilasciato verso sera per potergli permettere di partecipare ad un esame di sociologia sociale la mattina di sabato.
Posted by Nicola Brusco at
10:51
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Comments (1)
Buone notizie
In edicola a Monza, Brianza, Milano e Roma trovi il secondo numero del mensile "Buone Notizie" con una mia vignetta in quarta di copertina. Direi che è quasi un pezzo da collezione.... No?!?!

Posted by Nicola Brusco at
22:46
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Comments (2)
Fumano l'erba
"I pigmei dell'africa
si siedono per terra
con un rito di socialità
tranquilli fumano l'erba"
Fumano l'erba. E non fanno del male a nessuno, anzi solidificano la propria struttura sociale all'interno di un rito. In base a questo assunto, molti si chiedono "perchè fumare è illegale? non facciamo del male a nessuno"
Per rispondere a questa domanda occorre analizzare in profondità la struttura della nostra società. Sì, proprio quella: non cercate il male assoluto in una canna perchè non lo troverete.
La struttura sociale del neoliberismo-capitalismo-consumismo, chiamatelo come volete, anche occidentalismo, non accetta le droghe "storiche" poichè esse annullano l'io, annullano l'individualismo.
Senza individualismo non si consuma nè produce.
Le erbe annullano l'io all'interno di un filosofico "tutto" piacevole, buono, a suo modo un po' asociale (chi fuma si isola dagli altri). E' asociale solo in quanto scisso dalla socialità dettata dalle nostre leggi. Mi spiego: per i pigmei o i sudamericani la droga ha un forte significato sociale, invece!
A casa nostra invece la droga (hashish o mescalina) è esecrabile perchè distrugge il senso stesso del prodotto interno lordo.
Meglio l'alcool (la cocaina talvolta), che sprona l'individuo all'individualismo e all'iperconsiderazione di sè (o al limite allevia la sofferenza di una vita noiosa).
E olia le ruote del sistema.
Posted by Nicola Brusco at
01:25