Il Blog di Nicola Brusco: una vignetta al giorno

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22.02.07

Cade il governo

Chi ne è più felice?
Casini che può finalmente dar vita al suo sogno di ricostruire la DC?
Berlusconi che spera di andare alle urne e raccogliere 100 milioni di voti (contando gli italiani all'estero)?
O gli elettori di sinistra, che ne avevano le scatole piene di vedere la faccia di Mastella?
Vota qui

Posted by Nicola Brusco at 09:35 | Comments (1) | TrackBack

20.02.07

Esternalizziamoli

Posted by Nicola Brusco at 16:04 | Comments (1) | TrackBack

19.02.07

Vicenza

Posted by Nicola Brusco at 19:16 | TrackBack

18.02.07

Che ne sarà di etica, politica e religione nei mondi virtuali?

Nel ventesimo secolo, in seguito al razionalismo, alla psicanalisi e alla caduta del comunismo (ma sì! mettiamoci anche il comunismo) si è decretata la morte della metafisica.
Forse oggi, grazie alla nascita dei mondi virtuali come SecondLife, si apre un nuovo capitolo sulla strada che l'uomo ha intrapreso, da millenni, verso la conoscenza.

Terminata l'epoca delle congetture filosofiche sulla natura del nostro mondo, oggi siamo in grado di realizzare dei veri e propri mondi e studiare la loro evoluzione. Mentre ieri cercavamo di stabilire dove si trovasse il velo di Maja, il confine che limita la nostra possibilità di conoscere la verità, oggi possiamo creare mondi dove siamo noi a definire che cosa sia la verità. Possiamo confrontare i rapporti tra le entità che hanno creato l'universo virtuale, e quelle che lo popolano: possiamo variare le relazioni, cambiare le leggi, ridefinire lo spazio e il tempo.

La filosofia non è solo metafisica: è anche etica e politica. La politica è sempre stata riluttante a farsi comprendere entro schemi esemplificativi di carattere scientifico. Per lo più, essi sono serviti a plagiare menti condizionabili e a realizzare sistemi totalitaristici di dubbia utilità. Oggi è possibile simulare, all'interno di mondi virtuali, tipi diversi di strutture politiche e sociali: le dinamiche relazionali si possono studiare con una rapidità e un livello di dettaglio impensabili nel mondo reale.

Chomsky potrebbe smettere di pubblicare libri, per quanto interessanti, sulla sostenibilità dell'anarchia. Potrebbe trovare nutriti gruppi di persone disposte - grazie alla sua popolarità - a costruire degli Stati virtuali e a vivere, senza infrangere alcuna legge, secondo i dettami della sua idea - o ideologia.


Ragazzi che si chiedono cosa sarà dei loro diritti su Secondlife

Allo stesso modo, apparentemente, nel campo dell'etica il laboratorio costituito dall'insieme dei mondi virtuali può permettere interessanti esperimenti. Anche in un mondo generato dal computer si può morire, anche in un mondo virtuale ci si può sposare, anche in un mondo renderizzato in DirectX si può commettere adulterio, seppure per mezzo di uno script.

Ho scritto "apparentemente" con una ragione ben precisa: in realtà, già nel momento in cui il primo navigatore è entrato in un mondo virtuale, ci è stata preclusa la possibilità di effettuare alcun tipo di esperimento.

Etica e politica nei mondi virtuali sono vere e reali così come le loro controparti in FirstLife. Non possiamo giocare sulla pelle di un abitante di un mondo virtuale: la maggior parte delle persone che vivono in quei luoghi danno un'importanza "reale" alla loro vita "virtuale".

Si potrebbero tuttavia fare esperimenti su dei visitatori occasionali, persone non del tutto coinvolte dall'esperienza della vita su microchip. Ma questo, su FirstLife, equivarrebbe a sostenere che è permesso vivisezionare un aspirante suicida, o un barbone, solo perché non è abbastanza "coinvolto" dalla vita su questa Terra.
Si potrebbero assumere schiere di sperimentatori: ma sarebbe come pagare un uomo perché si faccia cavare un rene. Forme di sfruttamento esistenti nel nostro mondo, ma generalmente considerate inaccettabili.

Presumibilmente, la fase attuale di vita dei mondi virtuali, che potremmo definire "di assestamento", si concluderà con una trasposizione di tutte le logiche dei mondi reali all'interno dei mondi virtuali. Religione, scienza, darwinismo, black block e ronde notturne contro gli immigrati: tutto andrà a finire in SecondLife (o chi per esso) e nei suoi quartieri.


Avremo anche un Borghezio virtuale? Speriamo di no. Fonte: http://morg.blog.deejay.it/

La mappatura tra il mondo reale e quelli virtuali non sarà esatta, anzi: le logiche all'interno di questi ultimi sono completamente nuove perchè diversa è la loro storia, diversi sono i tempi, diversa è la base tecnologica. In SecondLife non ci sono state guerre mondiali, non c'è lo spettro del comunismo, non esiste ancora uno stato della Chiesa che impone la sua autorità morale. Eppure, l'assenza di una storia non vuol dire che si debba partire dall'età della pietra, dal momento che gli abitanti possiedono già il bagaglio delle proprie conoscenze sul mondo reale.
Esse saranno trasfigurate, rimodellate, adattate e nascerà una nuova storia dell'uomo. Virtuale.

Ma se nel nostro mondo ci è stata preclusa la possibilità di negoziare le nostre condizioni di vita o le regole del gioco con i creatori (o con il Creatore, per non urtare la sensibilità dei credenti), nei mondi virtuali generati al computer questa possibilità è concreta e anzi è la base della loro esistenza.

Attualmente, ad ogni essere umano corrisponde uno o più avatar nei mondi virtuali. E' possibile, dopo la morte dell'avatar, assumere l'identità di un nuovo personaggio virtuale: tutto questo ha un vago sapore di Buddhismo e metempsicosi e non assomiglia certo al Cattolicesimo: nessun avatar va a finire in purgatorio o all'inferno.

Inoltre il fluire del tempo reale e lo scorrere del tempo virtuale sono perfettamente sincronizzati. Se perdo un'ora in World of Warcraft perdo anche un'ora della mia vita.

Questi vincoli non sono necessari: gli esseri umani potrebbero scambiarsi gli avatar, mantenendo l'identità del personaggio virtuale indipendentemente da chi lo possiede (forse Milingo si metterebbe a fare esorcismi online?), e il tempo reale potrebbe essere svincolato da quello virtuale. Esistono giochi come SimCity dove il tempo virtuale può essere accelerato a piacere.

Si potrebbe realizzare un mondo dove la funzione che mappa il tempo reale in quello virtuale non è monotona: potremmo vivere nel 2007 per poi spostarci nel 1970, e il sistema dovrebbe occuparsi di gestire eventuali paradossi.

Perchè ho proposto questi pochi esempi di possibilità alternative? Perchè danno un'idea della complessità della materia: è ben diverso prevedere lo sviluppo di una comunità in un mondo tridimensionale che si trova su internet, rispetto a un gruppo di individui dalle identità intercambiabili in un ambiente desincronizzato in un mondo eptadimensionale.

Che valore assumono i concetti di "morte", di "io", di "tempo" in una sovrastruttura - una specie di "macchina generatrice di universi" - di questo tipo? Che ne è della religione e della morale? Che dirà Ratzinger di tutto questo? E Pippo Baudo? Litigheranno per mezzo di uno script?

Ho volutamente ignorato, in questo breve pezzo, la funzione dei proprietari dei mondi virtuali. Forse decideranno, in stile "Matrix" (ho provato a non citare quel film ma non ce l'ho fatta), di impedire agli abitanti del mondo virtuale di tornare in quello reale? Forse ridurranno tutto a una mera macchina per fare soldi?
E a quali leggi andranno sottoposte queste entità? Forse, per capirlo, dovremo creare, nel mondo virtuale, tanti sotto-mondi, darli in mano vari Tycoon o a strutture virtual-statali e vedere qual è la soluzione migliore?

In "Matrix" ho sempre trovato molto opinabile la frase di uno dei protagonisti "Se muori in Matrix, muori anche nella realtà. Che ne è del corpo senza un cervello?".
In realtà la frase esatta sarebbe "Che ne è dell'individuo reale senza un avatar?". L'individuo reale può stare, per fortuna, senza un avatar. Un avatar - o perlomeno un avatar che si rispetti - non può stare senza un individuo reale.
Questa, per ora, è l'unica certezza che abbiamo sull'evoluzione dei mondi al computer.
E non siamo neppure sicuri che possa essere considerata vera a lungo.

Posted by Nicola Brusco at 12:33 | TrackBack

15.02.07

La Tua Ora

Il padovano Skatman ha fatto un sito basato sull'idea di un napoletano che girava in rete qualche tempo fa (sia l'idea, che il napoletano). Invia anche tu il filmato con la tua ora preferita! Grazie a Neon che ha messo a disposizione il volto qui sotto.

Posted by Nicola Brusco at 17:28 | TrackBack

12.02.07

Ricariche e ritardi

Gli operatori chiedono ben 4 mesi per adeguarsi al decreto legge sull'abolizione del costo di ricarica.. Eppure per mettere in piedi un sistema di trasmissione delle partite sui telefonini ci hanno impiegato due settimane!

Posted by Nicola Brusco at 19:25 | Comments (1) | TrackBack

11.02.07

Il Calcio e la Vita

Sul muro degli sportzoi puoi proporre le battute che diventeranno un filmato! Qui trovi la versione per cellulare

Posted by Nicola Brusco at 17:01 | TrackBack

10.02.07

Siam tornati..

..da Napoli e ora possiamo ricominciare con le vignette.

Alcune novità per i BruscoCartoni: sono disponibili i Feed RSS dei cartoni del sito, per poter integrare i cartoni nel Browser, in Google, o nel vostro programma di news preferito. Qui ci sono i Feed degli Sportzoi.

A proposito di Sport, a Milano (e, immagino, anche in altre parti di Italia) si sta lavorando giorno e notte per rendere San Siro a norma.

Senza quasi accorgercene, abbiamo trovato la soluzione per tutti i mali che affliggono l'Italia!
Basta sospendere il campionato a tempo indeterminato, finchè:

-il debito pubblico non sarà rientrato entro lo 0,1% del PIL
-la mafia sarà debellata
-le città non saranno libere da traffico e smog
-verranno trovati i veri colpevoli di Ustica e del sequestro di Aldo Moro
-saranno abbattuti tutti gli edifici abusivi
-l'evasione fiscale scomparirà del tutto

Gli Italiani lavoreranno giorno e notte per poter tornare allo stadio, e finalmente avremo intorno a noi un Paese civile! In confronto la Svezia assomiglierà all'Iraq.


Posted by Nicola Brusco at 16:55 | Comments (4) | TrackBack

02.02.07

Alt-Accessibilità

Grazie a Gyra per il suo prezioso intervento che oggi io e Rossini porteremo a Napoli al convegno "Web e Cooperazione", insieme agli altri.

Capita a volte di vedere disabili costretti alla sedia a rotelle che non possono accedere ad una struttura pubblica, per la mancanza di una semplice rampa di accesso. Se ci pensate bene,uno scivolo di accesso e' una struttura estremamente banale,eppure la mancanza di un elemento cosi' elementare puo' creare gravissimi disagi a una persona.

Per chi si occupa di tecnologie del web, è immediata l’analogia con il concetto di accessibilità sul web.

L'accessibilita' sul web consiste in una serie di norme che obbligano,o che perlomeno consigliano ad un webmaster di creare una "rampa di accesso", in modo che tutti, anche persone alle quali forse non abbiamo mai pensato, possano consultare un sito internet.
Prendiamo il caso di un non vedente. Ci sembra scontato e quasi ovvio che un cieco non possa vedere un sito internet, invece di "disabile" in questo caso c'e' solamente il nostro "senso sociale".

Tornando al precedente paragone, con la stessa semplicita' con cui si può costruire uno scivolo,cosi sono sufficienti piccoli accorgimenti per creare un sito "accessibile".

I non vedenti dal canto loro saranno muniti di hardware e software che consentano questa possibilità: innanzitutto avranno un sistema operativo piu' semplice di Windows, Linux,e simili, come il DOS ad esempio, e utilizzeranno, al posto di internet explorer, firefox e simili, un browser di tipo testuale per accedere al Web, come LYNX. Inoltre dovranno utilizzare dispositivi di output diversi dal monitor, basati su di un'uscita audio, come un sintetizzatore vocale (software che crea una voce sintetica) o su di un'uscita di tipo tattile, come la barra Braille che, sollevando e abbassando i punti di una sequenza di celle, fornisce al non vedente una linea di testo scritta in braille.

Il software necessario ad un non vedente per la fruizione del web e' inoltre lo screen reader, che funziona come un traduttore ed è in grado di riferire ciò che appare sullo schermo traducendo l'informazione e veicolandola successivamente verso la barra braille o verso un sintetizzatore vocale, o addirittura una stampante braille.

Esistono altre categorie di persone "diversamente abili" e ciascuna di queste ha esigenze specifiche per la propria " accessibilita' ".
Le persone affette da sordita', ad esempio, avranno difficolta'a percepire una video guida,mentre una persona affetta da problemi motori faticherà a premere i tasti senza l'ausilio di tastiere espanse (con maggior distanza fra i tasti), ridotte (don distanza minima fra i tasti) o riconfigurabili (dotate di aree sensibili al tatto configurabili secondo le esigenze specifiche); esistono anche delle griglie copritastiera che impediscono un accesso diretto ai tasti, che possono essere premuti solamente infilando le dita nei fori che coprono i tasti stessi.

Esistono inoltre sistemi di immissione vocale degli input che rendono possibile un controllo del sistema operativo associando le operazioni del sistema ad informazioni vocali trasmesse tramite un microfono.

Le persone ipovedenti, quindi con capacità visiva gravemente ridotta, necessitano di strumenti-software come gli ingranditori e le funzionalita' zoom.

Ma tutto ciò non basta. Questi strumenti non bastano a rendere autosufficienti ipovedenti e altre persone diversamente abili. Dobbiamo essere noi a porre attenzione ad un semplice obiettivo: fare in modo che le informazioni possano arrivare a tutti.
Per fare questo, c’è bisogno di norme e regolamenti.

Il World Wide Web Consortium si sta adoperando da anni per creare indicazioni precise per la realizzazione di un sito web, proponendo tool di verifica e decidendo quali sono i miglioramenti da applicare ai vari linguaggi di scrittura. Ad esempio, informazioni di tipo testuale proposte sotto forma di immagini non sono accessibili ai non vedenti (ad esempio i diffusissimi "banner pubblicitari" o i bottoni da "cliccare" per accedere a qualche servizio); l'uso delle immagini animate GIF (Graphic Interchange Format) o di grafici statistici,che contengano informazioni preziose, andrebbero coadiuvate dalla presenza di didascalie utilizzando il "TAG" di commento "ALT" (una descrizione del contenuto dell'immagine) in modo da permettere allo screen reader di fornire al non vedente le informazioni necessarie alla consultazione del sito.

Tenendo conto anche di persone colpite da deficit cognitivi primari e secondari o disturbi dell'apprendimento come la dislessia, e' importante intervenire anche sui concetti di USABILITA' che prevedono l'uso della semplicita' e immediatezza del linguaggio, efficienza, facilita' di ricordo, comprensione immediata della navigazione, grazie a criteri derivati da indicazioni mediche o semplicemente dal buon senso.


Chi si occupa di creazione dei siti web dovrebbe informarsi cercando su qualsiasi motore di ricerca i termini "usabilita'" "accessibilita" "W3C" e i "3 livelli di conformita' WAI" (livello di Conformità "A" , "Doppia-A" , "Tripla-A") nel web, per acquisire una semplice ma importantissima conoscenza. In fondo bastano davvero pochi accorgimenti per rendere accessibile il proprio sito internet.

Tanto per citare degli esempi, grazie al nuovo standard HTML 4.0 definito dal WWWC, le tabelle sono accessibili e leggibili dagli screen readers, inoltre sono supportati elementi ALT,LONGDESC, ACRONYM (denota un acronimo) , ABBR (indica un'abbreviazione) e LANG (per identificare la lingua usata nella pagina html) che forniscono un alternativa testuale alle informazioni contenute in un immagine.

Il World Wide Web Consortium, che è nato nell'ottobre del 1994 grazie al matematico Tim Berners Lee,il padre del "World Wide Web", e' diviso in quattro aree di lavoro, di cui una e' proprio il "Web Accessibility Initiative" (WAI), che si occupa di accessibilita', con l'obiettivo che chiunque possa accedere alle potenzialita' del web, grazie alle sue "raccomandazioni" e allo studio dei linguaggi del web, come il protocollo HTTP, gli URL , i CSS , HTML , XML e altri importanti linguaggi.

Gli ultimi due scogli dell'accessibilita' e dei suoi strumenti forniti dal lavoro del W3C restano i piu' difficili da superare: la sensibilizzazione e la regolamentazione. Se questi problemi non vengono fatti conoscere alla grande utenza di webmaster, e senza una chiara regolamentazione per la diffusione di questi criteri, l'accessibilita' rimarra' sempre qualcosa per pochi. I pochi che hanno la fortuna di imbattersi in creatori di contenuti aggiornati e sensibili.

Sono cinquecento milioni in tutto il mondo le persone diversamente abili a cui e' precluso l'accesso a internet solamente per ignoranza o, ancora peggio, indifferenza. Ci si augura che qualcuno, leggendo questo breve testo introduttivo sul problema dell'accessibilita', possa impegnarsi alla diffusione di questi criteri in un modo ben diverso dal semplicismo con cui e' affrontato oggi.

Enrico Girardi

Posted by Nicola Brusco at 10:47 | Comments (1) | TrackBack